Polestar al «Big Game»

È facile dire sì. Sfidare lo status quo non lo è. Promuovere il progresso comporta mettere in discussione le convenzioni, le vecchie abitudini e i metodi prestabiliti. In altre parole, dire no. No alle perdite di tempo, no agli specchietti per le allodole e no alle scorciatoie. Quindi, quando si tratta di seguire gli standard del settore, noi diciamo no.

La finale di campionato della National Football League americana (NFL) è senza dubbio un avvenimento di grande importanza (non per niente viene chiamato «Big Game»). Negli ultimi dieci anni, l'evento ha attirato un pubblico di circa 100 milioni di persone all'anno. Il giorno della partita, il «Game Day», milioni di accaniti fan del football americano si preparano ad assistere alla finale di campionato, mentre milioni di altre persone si mettono davanti al televisore per guardare quello che è diventato un vero e proprio fenomeno culturale: la pubblicità.

Tuttavia, non si tratta di una domenica qualsiasi. Le pause pubblicitarie non vengono viste come interruzioni al divertimento, quanto piuttosto come la sua continuazione. Questo crea un'opportunità unica di raggiungere un pubblico vastissimo. Ed è proprio questo che Polestar si propone di fare, in occasione di questo evento e in futuro: diffondere il messaggio di una mobilità elettrica più sostenibile nella maniera più ampia possibile.

Come dice l'adagio, la forza sta nei numeri. Visto l'enorme pubblico, non potevamo non esserci.

Rimanere in disparte è fuori discussione, perché abbiamo molto da dire sulle logiche e le idee del nostro settore e ancora di più sulla strada da percorrere in futuro.

No ai secondi fini. Perché la trasparenza è l'unica strada verso il progresso.

No alle promesse vane. Perché trasformiamo la nostra visione in realtà.  

No all'ambientalismo di facciata. Perché facciamo quello che diciamo.

No ai progetti campati in aria. Perché abbiamo i piedi ben piantati a terra.

No ai compromessi. Perché il nostro futuro è 100% elettrico.

Tutti apprezzano l'approvazione e il consenso. Le spinte di incitamento, le pacche sulle spalle, la comodità di non essere messi in discussione. Tuttavia, per indirizzare il settore automobilistico in una nuova direzione è necessario mettere in dubbio tutto, dai processi produttivi, alla produzione dei materiali, alle relazioni sull'impatto climatico fino all'etica della filiera. Dobbiamo dire no per arrivare alla meta.

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